La Alario fra i patrocinatori della mostra di Marco Gallotta |

Dal 6 al 28 ottobre Palazzo Fruscione a Salerno ospita un percorso sulle tracce dell’immaginario contemporaneo di Marco Gallotta, l’artista d’origine salernitana che da venti anni vive a New York e che dopo aver messo la sua arte al servizio d’importanti brand come Vogue, Apple, Chanel e Nike torna in città per esporre le opere che stanno segnando la sua carriera. L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Tempi Moderni, presieduta da Marco Russo, con il sostegno del Comune di Salerno, della Camera di Commercio di Salerno, della Confesercenti Salerno ed il patrocinio dell’Università degli Studi di Salerno e della Fondazione Alario per Elea -Velia Onlus.

Circa 60 sono le opere che costituiscono il percorso espositivo organizzato secondo ben precisi nuclei tematici. Ai primi lavori di Marco Gallotta si affiancheranno le ultime produzioni, molte delle quali inedite ed appositamente concepite per “Hybrid Theory”. Sulle pareti di Palazzo Fruscione si potranno ammirare i ritratti di personaggi famosi (Barack Obama, David Bowie, Freddie Mercury, Leonardo Di Caprio, Frida Kahlo e altri, insieme alla nuovissima serie disegnata per Chanel già famosa in tutto il mondo), la serie dedicata al tema della bellezza e i “paper-cut on photograph”. La sezione riservata ai nuovi lavori di Gallotta, invece, è tutta incentrata sulla sua ricerca sull’ibridazione, “allineandosi allo spirito del tempo attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie disegnative che contribuiscono a definire una nuova dimensione estetica e dilatano ancor di più il carattere esplorativo dell’indagine sull’immagine portata avanti negli anni dall’artista”, come rimarcato nel concept della mostra stessa.

La mostra, in gran parte delle giornate, diventerà l’ideale contenitore artistico per la presentazione di libri, talk sul rapporto tra economia ed arte, lezioni universitarie a porte aperte, cinema d’essai e concerti.

Concept Mostra

Hybrid Theory è la prima mostra personale salernitana di Marco Gallotta (Battipaglia, 1973), artista che vive e lavora a New York. Il concetto di ibridazione, di derivazione scientifica, è qui traslato in termini artistici mediante la tecnica del paper-cutting, distintiva del percorso di Gallotta. Le sue opere si pongono come il risultato di sovrapposizioni e stratificazioni di linguaggi e segni, un processo che rivela l’incontro e la coesistenza di attitudini e suggestioni: la figura umana, trattata secondo i dettami estesi del ritratto, accoglie geometrie mutuate direttamente dalla natura; elementi di pura astrazione si innestano su figure ed immagini concrete; una matrice concettuale convive in una dimensione estetica fortemente legata a un’abilità tecnica, all’incrocio tra arte e artigianato. La mostra di Salerno intercetta le traiettorie più recenti del lavoro di Marco Gallotta, presentando un corpus di lavori inediti, appositamente concepiti per Hybrid Theory, che si aggiungono alle opere già note, tra cui i ritratti di personaggi famosi, la serie dedicata al tema della bellezza e i “paper-cut on photograph”. L’esposizione si dispiega su due piani di Palazzo Fruscione e propone una teoria per immagini sull’ibridazione di linguaggi, provando a inserirsi nel discorso contemporaneo sulle contaminazioni in ambito culturale. Una sezione è dedicata ai nuovi lavori dell’artista, una serie che espande la sua ricerca sull’ibridazione, allineandosi allo spirito del tempo attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie disegnative che contribuiscono a definire una nuova dimensione estetica e dilatano ancor di più il carattere esplorativo dell’indagine sull’immagine portata avanti negli anni dallo stesso. Inoltre, l’importanza della fotografia nello schema visivo di Gallotta è confermata dalla presenza di alcune opere che sono il frutto della collaborazione con importanti e talentuosi fotografi, italiani e internazionali; un brano significativo di Hybrid Theory, una mostra che diventa così l’occasione per scoprire nella sua interezza la linea estetica di un artista internazionale cui la nostra terra ha dato i natali. Infatti, alla prima parte dedicata alle nuove produzioni, segue la sezione dei lavori più noti, all’interno della quale è possibile rintracciare delle micro-sezioni dedicate al mondo dell’arte, della moda, della pubblicità, della musica e del cinema. I ritratti ibridi di Barack Obama, David Bowie, Freddie Mercury, Leonardo DiCaprio, Frida Kahlo, Lady Gaga, i disegni usati da Vogue come background di un importante servizio fotografico del 2016, insieme alla nuovissima serie disegnata per Chanel già famosa in tutto il mondo, prenderanno posto nelle sale di Palazzo Fruscione intessendo un’affascinante e composita trama visiva, una narrazione per immagini fatta di corpi, forme, linee e colori. Hybrid Theory si inserisce come tassello ultimo in un mosaico internazionalmente riconosciuto, composto da un artista che, di ritorno da importanti esperienze lavorative con Vogue, Apple, Chanel, Nike e tanti altri, sceglie la città di Salerno per esporre i risultati del suo lavoro nel momento centrale della sua carriera.

[Gianpaolo Cacciottolo]

Marco Gallotta

Marco Gallotta nasce a Battipaglia nel 1973. Si trasferisce prima in Trentino, poi a Londra, e dopo varie tappe europee, nell’estate del 1998, approda a New York. Qui rafforza la sua idea di arte, soprattutto nel dialogo continuo e creativo con i tanti movimenti della cultura newyorkese. Frequenta il Fashion Institute of Technology (FIT) dove si laurea in “General Illustration” e successivamente si specializza in “Fashion Illustration”. Il suo percorso artistico si muove tra l’attività di pittore e di illustratore. Oltre a varie esposizioni delle sue opere in Italia e negli Stati Uniti, come quelle nella galleria One Art Space di New York, Snap Orlando e Yeelen Gallery di Miami, ha avuto collaborazioni importanti con la Nike, Le Nazioni Unite, “Radio City Music Hall”, il “New York Stock Exchange”, il compositore italiano Ennio Morricone, la rivista “Vogue”, l’attore Will Smith, gli stilisti Dolce e Gabbana e Renzo Rosso e la celebre casa di moda Chanel. Celebre il ritratto realizzato e donato all’attore americano Will Smith, che decise di portarlo con sé sul set di “Sette Anime”. È stato protagonista nel 2016 della mostra “Primary Obverse” presso la One Art Space Gallery di New York e nel 2017 della collettiva “Woman As Warrior” presso lo Zhou B Art Center di Chicago.

GLI APPUNTAMENTI. Partendo dall’immaginario delle opere di Gallotta e in linea coerente con il design hub del piano terra, anche il primo piano, preludio all’esposizione, è stato pensato come un grande contenitore ibridato dal bello e da forme differenti, una narrazione collettiva intesa come punto di riferimento dell’intera comunità territoriale, uno sguardo verso mille esperienze tra loro anche distanti, ma unite da un’unica sensibilità. Con il dichiarato intento di raccontare alcuni flussi del contemporaneo, alla ricerca del più ampio dialogo possibile con la città, le istituzioni e il pubblico, e con quanti, con ostinato ottimismo, continuano a credere nella produzione culturale, nelle relazioni sociali e nello sviluppo delle economie locali e globali.
Il primo appuntamento, dopo il vernissage, è per sabato 7 ottobre, alle ore 19:00, con il talk: “Andrea Pazienza: un genio del 900” con Stefano Cristante, professore associato in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi dell’Università di Lecce, interviene la giornalista Erminia Pellecchia in collaborazione con l’Associazione Trumoon. Domenica 8 ottobre, alle ore 18:00, spazio al cinema con “L’uomo che cadde sulla Terra” (1976) di Nicolas Roeg con David Bowie, Rip Torn; introduce la proiezione Alfonso Amendola, direttore scientifico “Tempi Moderni”; il racconto è di Valerio The Duke Lorito; suona Massimo de Divitiis. Lunedì 9 ottobre, alle ore 19:00, per la sezione dedicata ai talk sul rapporto tra economia ed arte si parlerà di “Eventi culturali e sviluppo del territorio” con Pasquale Maria Cioffi, fondatore di Mifaccioimpresa; Vittoria Marino, professore associato di Dipartimento di Scienze Aziendali – Management ed Innovation Sistems; Marco Navarra, euprojcet desinger e manager. Martedì 10 ottobre, alle ore 18:00, ad inaugurare lo spazio riservato ai reading sarà “Intrigo a Ischia” di Piera Carlomagno (Edizioni Centauria); dialogheranno con l’autrice Elio Goka e Mario Tirino;
letture di Valerio Elio. Giovedì 12 ottobre, alle ore 21:00, si parlerà e si suonerà con Massimo de Divitiis e Francesco Di Bella sui loro “Incontri musicali”. Domenica 15 ottobre, alle ore 18:00, per il secondo appuntamento del cinema d’essai sarà proiettato “Tommy” (1975) di Ken Russell con Ann-Margret, Oliver Reed, Eric Clapton, Roger Daltrey, Tina Turner; introduce Fabio Arcieri con una riflessione di Gianfranco Marziano. Lunedì 16 ottobre, alle ore 19:00, nell’ambito della Settimana della Sociologia il talk sarà su “Le parole della sociologia: futuro” ed avrà come relatori Alfonso Amendola, Gennaro Iorio, professore associato Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione, e Maurizio Merico, professore associato Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione; mentre sul tema “Attentati al futuro: il progetto di ricerca di mediaterrorismi” interverranno Antonella Napoli e Diana Salzano del Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione, in collaborazione con la Settimana della Sociologia. Martedì 17 ottobre, alle ore 11:00, il focus sarà su “L’Europa cosmopolita in tempi difficili” e se ne parlerà con Massimo Pendenza, professore ordinario Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione. Per giovedì 19 ottobre, ore 19:00, l’argomento scelto è quello su “La notte della lingua o l’incubo del linguaggio? Il Finnegans Wake di James Joyce” con Enrico Terrinoni; ad introdurre i lavori sarà Linda Barone, ricercatrice del Dipartimento di Studi Umanistici, seguirà l’intervento di Enrico Terrinoni docente di Letteratura Inglese dell’Università per Stranieri di Perugia; l’appuntamento è realizzato in collaborazione con “Unknown Pleasures”. Venerdì 20 ottobre, ore 19:00, a Palazzo Fruscione con l’affermato stilista Alberto Audenino si parlerà di “Arte e moda. Un dialogo antico”, ad intervenire saranno Barbara Cangiano e Fiorella Loffredo; l’evento è realizzato in collaborazione con Campania Style. Domenica 22 ottobre, alle ore 18:00, pomeriggio al cinema con “Quadrophenia” (1979) di Franc Roddam con Phil Daniels, Leslie Ash, Philip Davis, Mark Wingett, Sting; introdurranno lo scrittore Diego De Silva e sua figlia Chiara. Martedì 24 ottobre reading con “Donne. Quotidianità senza luce”, presentazione del libro di Agata Piromallo Gambardella (Esi) in dialogo con Alberto Granese, Andrea Manzi e Giuliana Scalera, letture di Antonella Valitutti. Mercoledì 25 ottobre, alle ore 18:00, si presenterà “I 20 di Auschwitz” il libro di Guido Caserza (Oedipus); introdurrà la serata Francesco G. Forte; l’intervento critico sarà di Angelo Petrella, le letture di Attilio Bonadies. Giovedì 26 ottobre, dalle ore 15:00 alle ore 19:00) ArtLAb “Dalle forme all’intaglio” con un’introduzione alle tecniche del paper-cutting a cura del Centro Informagiovani Salerno e dell’Associazione Culturale Bottega Idee Nuove. Venerdì 27 ottobre, alle ore 19:00, nell’ambito del ciclo dedicato ai talk si parlerà di come “Innovare l’impresa con l’Arte”, relatori dell’incontro saranno Chiara Paolino, docente Facoltà di Economia della Cattolica di Milano, e Marcello Smarrelli, direttore artistico Fondazione E rmanno Casoli; interverrà Ginevra Romano, direttrice di museo. Per il finissage, sabato 28 ottobre, alle ore 21:00, Palazzo Fruscione ospiterà il concerto di “Max Maffia & The Empty Daybox”. Gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

Hybrid Theory Descrittivo
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