Contributo alla definizione di un’ipotesi di sviluppo del Parco del Cilento e del Vallo di Diano: il Museo d’Arte contemporanea più grande esistente per il rilancio delle complementarità nei luoghi cospicui del Parco.
Come per ogni territorio, anche per il Parco del Cilento e del Vallo di Diano per il rilancio delle attività per lo sviluppo occorre identificare un’immagine collettiva per aiutare gli individui e le istituzioni ad agire con successo e misurare la loro capacità di cooperare.
Il territorio per rendersi nuovamente protagonista delle attività dell’uomo deve poter moltiplicare i percorsi, le relazioni tra i luoghi; dai luoghi del Parco si deve poter ripartire per direzioni nuove e diverse. L’intento del progetto è proprio di decodificare le valenze del territorio, inteso questo come spazio delle opportunità, dove i legami sociali, le memorie, la storia dei luoghi, gli interessi vitali, le conoscenze e le vocazioni possono aiutare a costruire i progetti mentali di partenza per la conoscenza e per il vivere.
Quest’operazione consente di riassegnare al territorio un nuovo ruolo di referente, di spazio culturale da dove ripartire per programmare il futuro. La natura del luogo viene riscoperta come soggetto nuovo di riferimento per stabilire nuove relazioni di senso, per modificare le percezioni dell’uomo.
Ecco allora che parlare di Città del Parco diventa un’immagine che ha già sostanza metodologica che può essere allargata all’intero Parco dopo la fase di sperimentazione su un territorio significativo ma limitato rispetto all’intero territorio del Parco. Altri ambienti sono stati aggregati e dal lato del Vallo di Diano che nel territorio della valle del fiume Calore. Altri luoghi, della parte interna del Parco e fino al Mare, sperimentano con valenze diverse la loro capacità di mettersi in complementarità sostenibile. I luoghi rinnovati sperimentano la propria capacità di far parte della nuova città e mostrano le direzioni diverse verso lo sviluppo.
Costruire una città mentale nel Parco diventa, pertanto, operazione indispensabile per dare direzioni nuove alle attività possibili; e si parla in maniera esplicita di Città del Parco perché fin all’inizio del lavoro di indirizzo del piano è bene chiarire che il rafforzamento e l’intensificazione dei rapporti tra luoghi del Parco è la priorità necessaria per le azioni di sviluppo: i luoghi devono divenire luoghi dove andare prima di tutto per gli abitanti del Parco che in tal modo iniziano a progettare per restare e dare un futuro ai luoghi.
Siamo dunque in un’area possibile laboratorio del mondo, e non solo perché riconosciuta come patrimonio dell’umanità. Dai suoi grandi spazi aperti soffiano correnti di discontinuità e prospettive nuove per la cooperazione e le attività dell’uomo. La Città del Parco è, per questo, un campo di ricerca inedito e contemporaneo sulle possibilità di eliminare dai comportamenti il tempo non oggettivo e ogni esperienza che non parta dalle cose e ad esse non ritorni.
Con la Città del Parco è avviato un processo aperto e continuo di conoscenza, ricerca e comunicazione legato alle “esplorazioni” sui materiali del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
La Valle delle Orchidee 2011
La Valle delle Orchidee è l’itinerario naturalistico più interessante e singolare della Regione Campania e del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, meta obbligata di quanti si interessano di natura.Dal centro storico di Sassano (Salerno), una strada asfaltata, da cui si diramano numerosi sentieri, accompagna i visitatori sino alla Piscina del Brigante a quota 1240 m/s.l.m.
68 specie, 57 sottospecie, 35 varietà, 24 ibridi per un totale di 184 entità di orchidee spontanee tra le 254 nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Lungo la strada, come museo vivente diffuso sul territorio, alle diverse altitudini sono evidenziate 12 soste di osservazione, dove tutti i visitatori possono avere la gioia di incontrare questi splendidi fiori.
Parco Genetico del Cilento e Vallo di Diano 2011
Il progetto “Parco Genetico del Cilento e Vallo di Diano” nasce nel 2000 grazie ad una acuta intuizione della Dott.ssa Graziella Persico sulla possibilità di individuare, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, alcune popolazioni, con caratteristiche tali da renderle una valida risorsa per uno studio genetico sulle malattie multifattoriali. Tali malattie, quali ipertensione, diabete, obesità e malattie neurodegenertive, sono infatti dovute all’azione combinata di diversi fattori genetici ed ambientali.
Identificare le basi genetiche delle malattie complesse costituisce oggi una delle principali sfide della ricerca scientifica.
L’ approccio utilizzato è quello di studiare queste malattie negli isolati genetici. Essi infatti rappresentano delle popolazioni che, per le loro caratteristiche di omogeneità genetica ed uniformità nello stile di vita, possono essere particolarmente utili per identificare i geni e comprendere le possibili interazioni tra i geni ed i fattori ambientali coinvolti in queste patologie.
L’isolamento geografico che contraddistingue gran parte del territorio cilentano, è all’origine dell’interesse dei ricercatori per la sperimentazione del progetto multidisciplinare sulle popolazioni isolate. I villaggi cilentani del Parco Genetico sorgono in aree collinari difficilmente accessibili ed i loro abitanti hanno avuto pochi scambi con altre comunità. Fino a 50 anni fa, i matrimoni avvenivano spesso tra compaesani (matrimoni endogamici). In simili situazioni i progenitori trasmettono alle generazioni successive i medesimi caratteri ereditari, creando condizioni per un patrimonio geneticamente “omogeneo”. Un’alimentazione e abitudini quotidiane scandite dai ritmi della natura e condotte in un ambiente incontaminato, unite alla scarsa mobilità delle popolazioni, hanno prodotto inoltre un’uniformità di stile di vita e fattori ambientali.
Iniziato su 12 paesi del Cilento, attraverso uno studio di fattibilità, il progetto si è finora incentrato sullo studio di tre popolazioni: Campora, Gioi e la sua frazione Cardile. Ricercatori con diverse competenze lavorano al progetto in maniera coordinata per realizzare un ampio database contenente dati genealogici, clinici e genetici utili allo studio. Biologi, medici, statistici, informatici, storici contribuiscono alla raccolta ed analisi dei dati relativi ad intere popolazioni del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.