Fondazione Alario
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Complesso Alario
Palazzo Alario
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Il palazzo prende il nome dalla famiglia Alario che lo utilizzava come residenza estiva. Edificato intorno al 1880 sui resti di un preesistente fabbricato, è situato a pochi metri dal mare, collocato a ridosso di una collina, in posizione protetta e ben riparata dai venti.
Palazzo Alario riassume in sè i tratti tipici di una residenza signorile di campagna e le caratteristiche di una masseria fortificata.
La concezione armonica che governa l’intero Palazzo Alario è interrotta bruscamente dall’insieme di ambienti umili collocati sul retro rivolto alla collina. Qui, infatti, si trovava una modesta struttura slegata, sia dal punto di vista architettonico che strutturale, dal resto del palazzo. Oggi quest’edificio, probabilmente nucleo originario del complesso, è stato completamente restaurato e inglobato al resto della Fondazione.
La facciata elegante e simmetrica presenta un ampio portone monumentale ad arco ed è scandita da tre ordini di finestre. Alla base dell’edificio vi è uno zoccolo, costruito con blocchi di pietra provenienti dalle vicine rovine di Elea-Velia, al di sopra del quale si innalza la struttura muraria realizzata in pietra sommariamente squadrata e intonaco di malta e pietrisco, una tecnica semplice tipica dell’architettura cilentana.
 

 
 
 
La riqualificazione del complesso, avvenuta negli anni Novanta del XX secolo, non consente di individuare con sicurezza in che maniera fossero collocati gli ambienti di servizio e le stanze signorili. I locali al piano terra erano ambienti di servizio: magazzini, stalle per gli animali da traino; nel corso del Novecento vi era anche un frantoio per la spremitura delle olive. Al primo piano risiedevano famiglie di coloni che lavoravano nelle proprietà degli Alario; il secondo piano, il piano “nobile”, era riservato ai proprietari quando vi risiedevano; in particolare qui si trovava il salone di ricevimento e di rappresentanza, l’attuale sala “Francesco Alario” che ancora oggi conserva le medesime funzioni.
 
Varcato l’arco principale d’ingresso e attraversato l’arioso portico si accede alla corte interna. Qui si apre un’altra monumentale facciata scandita da tre grandi archi e da due ordini di finestre che fanno intravedere il massiccio scalone di collegamento tra i vari piani. La simmetria della corte interna è ribadita ai lati da due coppie di portoni che un tempo conducevano agli ambienti di servizio. Alla sobrietà del palazzo e della corte interna si contrappone la struttura possente dell’alta torre annessa all’edificio, dove la presenza di feritoie ci rivela che il palazzo all’occorrenza ebbe anche funzione di fortilizio.


Descrizione e piantine del palazzo Alario:
Piano Terra:           Primo Piano:           Secondo Piano:            Terzo Piano: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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